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Upskill, come nasce il progetto per evolvere le imprese grazie al confronto con gli ITS

Rilanciare le iniziative economiche e valorizzare il capitale umano è l’obiettivo di Fondazione Cariverona, che rinnova l’impegno nei suoi territori di azione

In collaborazione con: Fondazione Cariverona

Innovare non è solo la meta, ma soprattutto il viaggio. E quello di Upskill, il progetto promosso da Fondazione Cariverona con la startup e società benefit Upskill 4.0, è appena partito. Il kick off operativo a Verona (ne abbiamo scritto qui) ha rappresentato la prima tappa di un percorso grazie al quale 21 aziende potranno ripensare prodotti, processi, strategie di comunicazione e promozione grazie al supporto dei giovani tecnici degli ITS, i percorsi post diploma che offrono una formazione tecnica altamente qualificata.

Una duplice ambizione ha spinto Fondazione Cariverona e lo spin off dell’università Ca’Foscari di Venezia a promuovere Upskill: l’obiettivo è rilanciare iniziative economiche e sociali legate all’artigiano, al made in Italy, al turismo e all’offerta culturale, settori strategici per i territori a cui la Fondazione guarda. Ma ancora più importante è la valorizzazione del capitale umano e la promozione di opportunità a favore dei giovani, uno dei tre obiettivi strategici che Fondazione Cariverona annovera nel suo piano triennale 2020-2022 (assieme ad Ambiente e territorio e Innovazione sociale per comunità inclusive e coese). Rientrano in questa seconda mission, infatti, il sostegno allo sviluppo di competenze specialistiche, la promozione di opportunità di formazione innovative, il rafforzamento del raccordo tra sistemi educativi, formativi, istituzionali e imprenditoriali.

Verona, Vicenza e Mantova hanno risposto ‘sì’ alla chiamata

Il 10 marzo scorso era stata lanciata la call rivolta a una platea di attori, aziende ma anche soggetti economici con finalità sociali, interessate a cogliere un’opportunità preziosa e rara: ricevere un aiuto concreto per sviluppare progetti di innovazione vicini al rispettivo core business. Le 51 manifestazioni di interesse, pervenute entro il 20 aprile, testimoniano la voglia di mettersi in gioco delle imprese del veronese, del vicentino e della provincia di Mantova, i territori interessati da questa prima call to action. Sono 21 le realtà imprenditoriali che hanno guadagnato l’accesso alla fase due di Upskill, quella che metterà a disposizione delle aziende la consolidata esperienza di Upskill 4.0 e le competenze degli studenti degli istituti tecnici professionali, locali e nazionali.

Nei prossimi mesi, grazie a un costante processo di confronto con il rispettivo team composto da docenti, studenti e project manager, le imprese svilupperanno prototipi di soluzioni mai considerate prima e cercheranno di capitalizzare al massimo i vantaggi dell’esperienza di Upskill 4.0, che ha già promosso con successo percorsi di innovazione tecnologica e sociale, grazie alla sua capacità dei ascolto degli interlocutori, all’identificazione dei bisogni e delle priorità di ogni realtà, alla convergenza nello stesso ambito di scuola, imprese, territori e know how accademico.

Un progetto che parla il linguaggio degli anni Venti

Il progetto Upskill rappresenta un volano di opportunità importanti ed è un ulteriore prova dell’impegno di Fondazione Cariverona per generare cambiamento e promuovere sviluppo economico nei territori su cui concentra la sua attività. Upskill infatti, come sottolineato dal presidente della Fondazione Alessandro Mazzucco, “fa parte di una serie di progetti che stiamo attivando coinvolgendo le imprese per fornire ulteriore impulso all’innovazione ed opportunità alle giovani generazioni di sperimentarsi sul campo. Un progetto che dunque è a sostegno del sistema economico e sociale dei nostri territori, e che vuole dare concretamente fiducia ai giovani”.

Contatto diretto e ascolto dei territori sono parte integrante del modello operativo della Fondazione, che opera da oltre trent’anni. Un arco di tempo importante, in cui il mondo è cambiato, e così le esigenze delle imprese, che devono confrontarsi con sfide complesse di trasformazione tecnologica e digitale, in un quadro dove aumentano anche le responsabilità sociali verso le comunità circostanti, soprattutto in termini di impatto ambientale.

Upskill, quindi, si inserisce in uno scenario dove aumenta l’urgenza per le imprese di proiettarsi nel futuro, abbracciando alcuni paradigmi: l’automazione di specifici passaggi produttivi, la valorizzazione dei canali virtuali, la ricerca sulla sostenibilità, la valorizzazione delle tecnologie per nuove idee di business.

Il progetto è quindi partito, con la sua prima fase; una seconda è già prevista e il programma si concluderà quindi con la primavera del 2023. Upskill darà ai soggetti coinvolti una chance di evoluzione ma per sua natura sarà anche un osservatorio privilegiato per la stessa Fondazione Cariverona, che ancora una volta potrà ascoltare al meglio il polso del suo ambito di azione, che comprende tre regioni, cinque province e un bacino di oltre 2 milioni e 800mila abitanti, compresi quei giovani che devono scrivere il futuro e sperano di farlo grazie alle giuste opportunità.

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