Lavoro e formazione

Tirocini e project work: quali sono i vantaggi per aziende e studenti?

Negli ITS nascono connessioni tra ragazzi e mondo del lavoro attraverso tirocini e project work. Scopriamo come

I ragazzi li affrontano volentieri perché lavorano su progetti reali e cominciano a scoprire il mondo del lavoro. Anche le aziende li amano perché conoscono potenziali nuove risorse con la possibilità di formarle. Di cosa si tratta? Sono due strumenti formativi curriculari degli ITS: i tirocini e i project work, potenti creatori di connessioni tra gli studenti e le aziende.

Scopriamo come funzionano e quali sono i loro punti di forza. Per approfondire i project work, di cui abbiamo già parlato su TuttoITS, si può leggere qui e qui.

I tirocini o stage

I tirocini – o stage – sono moduli formativi curriculari. Anche secondo il nuovo testo di legge della riforma degli ITS questi strumenti formativi coprono almeno il 35% del percorso di studio. In realtà sono molti gli istituti tecnologici superiori (questa è la nuova denominazione degli ITS) dove la percentuale a loro dedicata sfiora la metà delle ore curriculari. Per la normativa, infatti, è in capo a ciascun ITS la possibilità di sviluppare il tirocinio nella modalità che ritiene, adattando la durata e i contenuti ai propri piani formativi.

La riforma prevede la possibilità di svolgerli anche all’estero con il sostegno di borse di studio. Ne abbiamo parlato con Laura Speri, direttore di ITS Last Academy di Verona con sede al Quadrante Europa, una delle prime Fondazioni in Veneto a proporre i corsi biennali post-diploma.

Quanto costano i tirocini? Le aziende che svolgono i tirocini non pagano nulla, gli ITS da cui provengono i ragazzi pagano talvolta costi irrisori. Importante è infatti il contributo aziendale in natura: le aziende partner degli ITS per i tirocini, per esempio, forniscono lezioni gratuite o a prezzi insignificanti. Se poi l’impresa si è trovata bene con i ragazzi durante lo stage, spesso è questa a offrire un compenso in denaro direttamente agli studenti. Il vantaggio per gli studenti è quello di familiarizzare con il mondo del lavoro concretamente e di fare esperienza di quello che potrebbero sviluppare in futuro, capire se sono interessati e se ne hanno le capacità. Le aziende, da parte loro, hanno la possibilità di conoscere e formare dal principio le loro potenziali risorse future. Lo stage si svolge da maggio a luglio e poi lo studente può scegliere se proseguire con lo stage del secondo anno o con l’apprendistato, uno strumento ancora troppo poco conosciuto e che continueremo a raccontare qui su TuttoITS.

A richiedere i tirocini agli ITS, per esempio al nostro ITS Last Academy, sono soprattutto le aziende“, spiega Speri, “anche se ogni ITS si regola in autonomia“. Si parte con la conoscenza del ragazzo durante il percorso di studi che poi viene approfondita con un colloquio specifico e propedeutico al tirocinio. Qui si capiscono i desideri e le caratteristiche degli studenti, come la loro vicinanza al luogo dello stage o la conoscenza delle lingue. Da parte sua, l’azienda consegna all’ITS un mansionario con le proprie necessità e quindi si procede a combinare le richieste con i ragazzi. Infine, l’azienda fa i colloqui con gli studenti prima di procedere con la scelta delle risorse da inserire nello stage. “Talvolta può accadere che l’azienda scelga più di uno studente”, aggiunge, “anche se inizialmente era partita con la necessità di uno soltanto”.

I project work

I project work, come i tirocini, fanno parte delle lezioni d’aula in cui sono coinvolte aziende e consulenti del mondo del lavoro. Qui i ragazzi lavorano per un periodo di circa un paio di mesi su uno specifico caso aziendale e a gruppi sviluppano un progetto. A discrezione dell’ITS è possibile fare più di un project work. Normalmente i gruppi sono formati da 5 studenti, per un totale di 4 project work in una classe. Il lavoro può essere programmato con cadenza settimanale.

Secondo la normativa, anche in questo caso come per i tirocini, ogni corso degli ITS sviluppa i project work come ritiene, fermo restando che nei gruppi si lascia spazio ai ragazzi e alle loro indicazioni e idee.

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Daniela Zambonini
Collaboratore
Giornalista |Docente Laurea triennale Comunicazione IUSVE
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