Verso la riforma

Riforma ITS, le prime reazioni politiche all’approvazione del Senato

TuttoITS ha raccolto le prime reazioni, politiche e istituzionali, all'ok del Senato alla riforma sugli Istituti Tecnici Superiori

Una riforma di “altissimo livello”, frutto di un lavoro che “ha unito diverse proposte di legge”. Oggi l’aula del Senato ha approvato quasi all’unanimità, con 175 voti favorevoli e 7 contrari, la riforma sulla governance degli Istituti Tecnici Superiori, licenziata pochi giorni fa dalla commissione Cultura con una serie di modifiche. Ora il provvedimento potrà tornare alla Camera dei deputati in terza lettura, per diventare definitivamente legge. 

“In Italia oggi contiamo poco meno di 20mila iscritti: non cito i numeri di Francia e Germania, che sono decisamente spropositati rispetto a quelli che possiamo vantare nel nostro Paese. Questa riforma potrebbe tuttavia consentire a una percentuale molto alta di ragazzi e ragazze, che, provenendo dagli istituti professionali, scelgono di iscriversi all’università, di avere una attacco definitivo su materie che possano valorizzarli”, ha affermato in aula prima dell’approvazione Riccardo Nencini, relatore della riforma ITS e senatore del Partito Socialista Italiano. “Dico questo perché il 28% di questi ragazzi e ragazze con questa provenienza scolastica abbandona l’università dopo il primo anno di studi. C’è un’evidenza. Probabilmente dare un approdo di natura decisamente diversa rispetto alla scelta che è stata fatta potrebbe offrire disponibilità di lavoro indispensabili per l’impresa italiana”, ha poi aggiunto il presidente della commissione Cultura.

“È stato un percorso non soltanto costruito insieme, un percorso che ha avuto al suo centro l’attenzione per i nostri studenti e le nostre studentesse, un percorso che ha dato e che sta dando possibilità nuove per ridurre qualsiasi fenomeno di dispersione, ma anche per permettere a tutto il nostro sistema di crescere, contando su quelle competenze, ma soprattutto su quelle esperienze che si possono oggi coniugare insieme per un nuovo sviluppo”, ha affermato invece il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, presente nell’aula di Palazzo Madama. “Il Governo è a disposizione. Siamo in condizione di emanare i decreti attuativi nei tempi richiesti e dovuti, per poter partire con nuovo anno scolastico che sia veramente un nuovo inizio per tutti gli ITS”, ha poi aggiunto il ministro. 

“L’approvazione da parte dell’aula del Senato della riforma dell’istruzione tecnica superiore è davvero una bella notizia. Un disegno di legge, quello votato a Palazzo Madama, presentato a inizio legislatura e del quale sono orgogliosamente prima firmataria insieme alla collega Valentina Aprea”, ha affermato invece, attraverso una nota, la ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, evidenziando come “già da queste settimane si dovrà cominciare a lavorare sui decreti attuativi, 17 dei quali passeranno dalla Conferenza Stato-Regioni, coinvolgendo le Regioni e le Province Autonome che hanno prerogative importanti e competenze costituzionali per il sistema dell’istruzione tecnologica superiore”. 

“Sia il Governo che il Parlamento avvertivano l’esigenza di accelerare un provvedimento importante per snellire le procedure e i processi per far nascere gli ITS. È importante anche sottolineare il fatto che gli ITS dovranno strutturare percorsi specifici per sviluppare nuove competenze per i green jobs, ha affermato in una nota la sottosegretaria all’Istruzione e senatrice del Movimento 5 stelle Barbara Floridia, che ha seguito tutti i passaggi dell’iter in commissione Cultura.

Parole di apprezzamento nei confronti del provvedimento sono arrivate da diversi senatori che hanno seguito i lavori della riforma ITS. Secondo Antonio Iannone, capogruppo di Fratelli d’Italia nella commissione Cultura di Palazzo Madama, il provvedimento è “un documento frutto del lavoro che ha unito diverse proposte di legge fra cui quella di Fdi presentata alla Camera e al Senato. Gli ITS – ha spiegato in aula Iannone – esistono da più di dieci anni e sono nati per valorizzare il capitale umano e il sistema produttivo dei territori. Quello della formazione tecnica è però rimasto un sistema per lo più sconosciuto per entrare nel mondo del lavoro, basti pensare che solo lo 0,01% degli studenti scelgono gli istituti tecnici”.

Dal canto suo Daniele Manca, capogruppo del Partito democratico nella commissione Bilancio e relatore del parere della 5a sul testo e sugli emendamenti, ha sottolineato come “con questa riforma si realizza un sistema che punta a investire e restituire centralità al segmento terziario della formazione. Una scelta di altissimo rilievo”. Secondo Manca, “finalmente si mettono in grado gli istituti professionali e di formazione di determinare relazioni corrette con il sistema economico, le imprese e le organizzazioni sindacali, investendo su innovazione e ricerca”.

Maria Gabriella Saponara, capogruppo della Lega nella commissione Cultura, intervenendo in aula ha spiegato che “in quanto legislatori abbiamo il compito di stimolare e accompagnare i giovani verso scelte di formazione culturale e professionale che rispecchino realmente le loro capacità e aspirazioni”. Si tratta di “una responsabilità che va di pari passo con una organizzazione e funzionamento adeguati degli istituti di istruzione e formazione a tutti i livelli e in tutti gli indirizzi, dalla scuola primaria alla scuola secondaria, dall’indirizzo umanistico a quello matematico- scientifico e professionale. Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo il compito di garantire che il sistema funzioni e sia efficiente”.

“Con questa legge diamo una nuova investitura agli Istituti Tecnici Superiori e sottolineiamo come essa sia uno degli obiettivi importanti del Pnrr. E siamo soddisfatti anche per l’unanimità e del lavoro corale del Parlamento”, ha affermato invece la senatrice di Forza Italia Fiammetta Modena, intervenendo nell’aula del Senato. “Molto importante è il collegamento degli ITS con le università e con il sistema imprenditoriale e produttivo italiano così come rilevanti sono le dotazioni logistiche e strumentali. La genialità delle mani, così potremmo chiamarla. Insomma, siamo di fronte a una svolta che tiene l’Italia al passo con l’Europa. Ci auguriamo che la Camera la approvi definitivamente con rapidità”. 

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Riccardo Pieroni
Collaboratore
Giornalista freelance. Mi occupo soprattutto di politica, economia e criminalità organizzata. Ho co-fondato il portale L'Eclettico. Lavoro per l'agenzia di stampa parlamentare Public Policy.
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