Verso la riforma

La riforma ITS e i suoi decreti attuativi

Il ministero dell'Istruzione dovrà emanare una serie di decreti per rendere pienamente operative alcune misure contenute nella riforma degli ITS: è il caso della definizione delle nuove aree tecnologiche o del finanziamento stabile in favore degli Istituti Tecnici Superiori

I decreti attuativi vengono firmati dai singoli Ministri e sono un secondo tempo fondamentale per molte delle leggi che vengono approvate dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri. Riguardano anche molti degli aspetti contenuti nella riforma sugli ITS, al momento ferma nella commissione Cultura al Senato. Infatti, per rendere concrete alcune delle novità previste dal provvedimento, risulteranno necessari altri atti normativi che dovranno essere emanati, in particolare, dal ministero dell’Istruzione (Mi).  

La fase attuativa

La fase attuativa è delicata. Interessa diversi argomenti chiave del testo messi a punto dal relatore Riccardo Nencini, senatore del Partito socialista italiano e presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama. Per esempio, servirà un decreto del ministero dell’Istruzione per la definizione e l’individuazione delle nuove aree tecnologiche degli Istituti.

Un altro provvedimento del ministero dell’Istruzione – in collaborazione con quello dell’Università e della ricerca – sarà necessario per stabilire la tabella di corrispondenza dei titoli conseguiti e i crediti riconoscibili. I due ministeri dovranno poi definire anche i raccordi tra gli ITS Academy e il sistema dell’università e della ricerca, sempre attraverso un decreto attuativo.

I criteri per le verifiche finali

I criteri e le modalità per la costituzione delle commissioni – per le verifiche finali del percorso ITS – saranno definiti con un decreto del Mi. Analoga sorte riguarda la definizione dei requisiti e gli standard minimi per il riconoscimento e l’accreditamento degli ITS Academy e il funzionamento del Comitato nazionale ITS Academy, previsto dall’articolo 10 della riforma. 

Altri decreti attuativi saranno necessari per la costituzione dell’Anagrafe nazionale degli studenti e per la definizione del sistema nazionale di monitoraggio. Servirà poi un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che dovrà definire la fruizione del credito d’imposta al 30% (al 60% nelle province con più alto tasso di disoccupazione) per le imprese che decidono di investire negli ITS.

Due misure cruciali nella riforma

Tuttavia, il secondo tempo delle leggi sarà fondamentale per dare vita a due misure cruciali nel testo della riforma. Anzitutto la gestione della fase transitoria, il passaggio dalle odierne disposizioni sugli ITS a quelle messe a punto in questi mesi dal Parlamento. Si tratta di una fase delicata che durerà almeno un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento.

L’altra misura cruciale interessata è il finanziamento stabile in favore degli ITS, cioè il Fondo per l’istruzione tecnologica superiore, istituito nello stato di previsione del ministero dell’Istruzione. La ripartizione delle risorse (68 milioni di euro quest’anno e 48 milioni annui a decorrere dal 2023) verrà definita da un decreto attuativo. 

Fase particolare

Il momento dei decreti attuativi – come spiega in questo approfondimento Openpolis, fondazione impegnata da anni nel monitoraggio delle leggi – si configura come una fase molto particolare dell’iter legislativo. L’azione infatti si sposta dal Parlamento ai numerosi uffici competenti e le dinamiche politiche lasciano il posto a quelle burocratiche e tecniche.

Inoltre “i tipi di atti e di iter coinvolti si moltiplicano. In aula si parla di disegni di legge (ddl), emendamenti e leggi. Nel secondo tempo, quello degli uffici, si passa a decreti ministeriali, decreti del presidente della repubblica, provvedimenti direttoriali, deliberazioni cipe, protocolli d’intesa, linee di indirizzo, documenti di programmazione e altro ancora”, evidenzia sempre Openpolis. Questi sono “passaggi naturali del processo di attuazione delle leggi approvate dal parlamento, che però rendono molto difficile monitorare l’implementazione delle norme e capire chi sia responsabile della mancata o cattiva applicazione dei provvedimenti”.

Il monitoraggio sulle attuazioni

Secondo l’ultimo monitoraggio sulle attuazioni, curato dalla fondazione, dall’inizio dell’ultima legislatura – cioè dal 2018 – mancano all’appello più di 500 decreti per rendere completamente operative una serie di leggi. Tuttavia dall’inizio del Governo Draghi – febbraio 2021 – sono 323 le attuazioni da portare ancora a termine.

Openpolis rileva anche lo stato di coinvolgimento di ciascun ministero in merito a questi atti normativi. Per esempio, il ministero dell’Istruzione – cioè quello maggiormente interessato dalla riforma sugli ITS – deve adottare ancora 14 decreti. Mentre il ministero dell’Università e della ricerca ne deve adottare 20. I provvedimenti che mancano all’appello sono pochi, se confrontati alle situazioni in cui versano altri dicasteri, come Economia e finanze (72), Infrastrutture e mobilità sostenibili (72), Interno (45) e Sviluppo economico (42). Tuttavia l’emanazione dei decreti attuativi è un aspetto da non sottovalutare, specie per un provvedimento che intende ridefinire presente e futuro degli Istituti Tecnici Superiori.

E qui su TuttoITS non mancheremo di tenere monitorata la situazione, decreto dopo decreto.

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Riccardo Pieroni
Collaboratore
Giornalista freelance. Mi occupo soprattutto di politica, economia e criminalità organizzata. Ho co-fondato il portale L'Eclettico. Lavoro per l'agenzia di stampa parlamentare Public Policy.
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