Focus

La riforma ITS spiegata in 10 punti

Ecco una breve guida sui punti salienti del testo sulla riforma ITS, approvato lo scorso 25 maggio dall'aula del Senato

Finanziamenti stabili, nuove aree tecnologiche e un maggiore ruolo per le imprese. Mercoledì 25 maggio l’aula del Senato ha approvato la riforma sugli ITS. Il testo ridefinisce la governance degli Istituti e contiene novità importanti per il loro sviluppo. Questo anche alla luce degli investimenti da 1,5 miliardi di euro previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Su TuttoITS vi abbiamo raccontato l’iter del provvedimento e le modifiche apportate durante l’esame nella commissione Cultura di Palazzo Madama. 

Per tutti quelli che hanno perso “le puntate precedenti” proponiamo una breve guida: la riforma ITS spiegata in 10 punti.

1. Cambia il nome 

Con la riforma approvata dall’aula del Senato gli ITS cambiano nome: si passa da Istituti Tecnici Superiori a Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy)

2. Nuove aree tecnologiche 

Arrivano novità per le aree tecnologiche. Al momento ne esistono 6: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e tecnologie della informazione e della comunicazione.

La riforma punta ad allargare il numero delle aree che sono state introdotte dal dpcm del 2008, uno dei provvedimenti alla base dello sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori. Sarà un decreto del ministero dell’Istruzione, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, a individuare una serie di aree tecnologiche che dovranno fare riferimento ad ambiti come transizione ecologica o transizione digitale. 

3. Stage e tirocini

Gli stage aziendali e i tirocini formativi saranno obbligatori almeno per il 35% della durata del monte orario complessivo dei percorsi ITS. Potranno essere svolti anche all’estero e saranno sostenuti da borse di studio. 

4. Finanziamento stabile

Gli Istituti Tecnici Superiori potranno contare sul Fondo per l’istruzione tecnologica superiore, istituito nello stato di previsione del ministero dell’Istruzione. Si tratta di un finanziamento stabile per gli ITS: sono previsti a partire da quest’anno 48,35 milioni di euro. Il Fondo finanzierà prioritariamente la realizzazione dei percorsi formativi, il potenziamento dei laboratori e delle infrastrutture tecnologicamente avanzate, nonché l’orientamento dei giovani e delle loro famiglie e le borse di studio.

5. Presidenza alle imprese

Le imprese fondatrici e partecipanti esprimeranno il presidente della Fondazione ITS, cioè il legale rappresentante.  

6. Credito d’imposta

L’articolo 4 della riforma prevede un credito d’imposta al 30% per le imprese che decidono di investire negli ITS. Il credito sale al 60% se l’erogazione avviene nelle province in cui il tasso di disoccupazione è superiore a quello medio nazionale. 

7. Monte orario lezioni

La docenza degli Istituti Tecnici Superiori dovrà arrivare per almeno il 60% delle ore complessive dal mondo del lavoro

8. Monitoraggio

Il sistema di monitoraggio e valutazione dei percorsi formativi di sesto livello Eqf degli ITS, sarà realizzato congiuntamente dal ministero dell’Istruzione e dal ministero dell’Università e della ricerca, con la possibilità di avvalersi di enti pubblici vigilati o controllati, ossia riconosciuti a livello nazionale per le attività di valutazione della formazione superiore.

9. Comitato nazionale

Viene istituito il “Comitato nazionale ITS Academy”, che avrà compiti di consulenza e proposta, ovvero di consultazione delle associazioni delle imprese, delle organizzazioni datoriali e sindacali, degli studenti e delle fondazioni ITS Academy, con l’obiettivo di raccogliere elementi sui nuovi fabbisogni di figure professionali di tecnici superiori nel mercato del lavoro.

10. Anagrafe studenti

Arriva al ministero dell’Istruzione l’anagrafe degli studenti iscritti ai percorsi ITS. Criteri e modalità della costituzione dell’anagrafe vengono rimandati però a un decreto attuativo (la riforma ne richiede diversi per una serie di misure). 

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Riccardo Pieroni
Collaboratore
Giornalista freelance. Mi occupo soprattutto di politica, economia e criminalità organizzata. Ho co-fondato il portale L'Eclettico. Lavoro per l'agenzia di stampa parlamentare Public Policy.
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