Autobus smart e cestini IoT

Come i project work degli ITS veneti sono usciti dai confini italiani

Un "progetto di realtà" sviluppato per (e con) le aziende, a vantaggio reciproco: gli studenti acquisiscono competenze hard e soft, le imprese raccolgono idee e progetti dai protagonisti del mercato del futuro

Duplice risultato per un gruppo di studenti del primo anno dei corsi di Digital Trasformation specialist e di Internazionalizzazione dei processi d’impresa dell’ITS Last Academy di Verona: a distanza di pochi giorni, nella terza settimana di maggio, gli studenti hanno prima presentato i loro project work a una cinquantina di aziende pubbliche e private del veronese, poi agli specialisti italiani della distribuzione, vendita e consulenza nelle tecnologie digitali per le imprese e ai manager internazionali di Sharp. In occasione dell’appuntamento congressuale italiano della multinazionale, i ragazzi si sono collegati in videoconferenza e hanno anche fatto da moderatori all’evento online. In un certo senso, hanno sperimentato un’applicazione dell’approccio pratico degli ITS al mondo della comunicazione, uscendo dalla sede 311 Verona (si chiama così) dove hanno sede i due corsi ITS e raggiungendo un audience locale e internazionale.

Project work a tema Agenda Onu 2030: le app ideate

Il progetto ha previsto, in particolare, l’ideazione e la realizzazione da parte degli studenti ITS di alcune soluzioni digitali in linea con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite e capaci di dare risposta a necessità concrete, del territorio e non solo. Per esempio, legate a una gestione più sostenibile dei consumi tramite tecnologie Internet of Things (IoT).

I ragazzi dei corsi in Digital trasformation specialist e Internazionalizzazione dei processi di impresa hanno affrontato analisi e progetti di marketing digitale, verificandone l’appetibilità sui mercati internazionali. Oltre ai progetti specifici, il risultato culturale emerso dall’attività è l’importanza di un lavoro in stretta sinergia tra i due tipi di professionista formati dai due corsi ITS coinvolti.

Gli studenti stessi hanno anche scelto le aziende pubbliche e private del territorio che potrebbero beneficiare dei loro project work. In particolare, è stata progettata un’app per il trasporto su bus destinata alle persone diversamente abili. Partendo dalle necessità di un territorio come quello di Verona, dove una persona diversamente abile può prenotare il posto in bus solamente con due giorni di anticipo, è nata l’idea di un sistema che dia la possibilità di prenotare il bus in tempo reale, a seconda delle disponibilità sulle corse in quel momento operative. Per questo alla presentazione ha preso parte pure l’azienda di trasporto pubblico urbano Atv, Azienda trasporti Verona.

Tra gli altri è stata coinvolta la municipalizzata di Verona, Amia, per assistere alla presentazione di cestini di raccolta differenziata con tecnologie IoT, dotati di un sistema per monitorare il livello di riempimento dei cestini dei rifiuti urbani così da dare al gestore una visione d’insieme della situazione.

I project work come “progetti di realtà”

In modello di apprendimento sviluppato dalla Fondazione Edulife, che è partner di Last Academy, guida la formazione dei giovani con un approccio diretto e l’idea di avvicinarsi quanto più possibile alle reali dinamiche lavorative. Per esempio, all’evento di Sharp i giovani hanno accolto gli adulti facendo i padroni di casa. In particolare gli studenti si sono relazionati direttamente con i vertici della multinazionale, con l’intento di compiere un passo importante per la propria formazione anche dal punto di vista del perfezionamento di quelle soft skill oggi così ricercate nei profili professionali.

La metodologia di formazione seguita dalla Fondazione Edulife parte da un progetto di realtà, per dirlo con le parole usate anche dal presidente Antonello Vedovato nel raccontarlo a TuttoITS. Un approccio che capovolge la consueta esperienza educativa-formativa e la trasmissione dei saperi insegnante-studente calata su studenti passivi. L’obiettivo, al contrario, è di arrivare a fare maturare nei ragazzi la consapevolezza delle proprie inclinazioni e capacità, mettendoli nelle condizioni di effettuare scelte attive che un domani saranno effettive decisioni professionali.

Un progetto di affiancamento

L’evento conclusivo dei giorni scorsi non è stato un momento a sé, ma il frutto dei mesi di project work durante i quali i ragazzi hanno lavorato assieme ai manager di Sharp Italia con strumenti arrivati appositamente dal Giappone. Gli studenti sono stati seguiti dall’amministratore delegato per l’Italia, dai direttori dei reparti marketing, tecnico e vendite, che hanno dedicato intere giornate alla formazione.

Durante tutto il percorso i ragazzi sono stati protagonisti, imprimendo la propria direzione al lavoro attraverso la loro visione sui progetti. Hanno scelto ciò che ritenevano interessante per la loro generazione, consapevoli che il loro sguardo rappresenta il futuro mercato dei prodotti, con una visione laterale che molte aziende – italiane e internazionali – faticano ad avere.

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Daniela Zambonini
Collaboratore
Giornalista |Docente Laurea triennale Comunicazione IUSVE
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