L'intervista

Come rilanciare le professioni del settore edile, anche grazie agli ITS

Il modello delle imprese "come officine diffuse" e la rivalutazione delle professioni dell'edilizia "come è accaduto per i cuochi": Massimiliano Finotti racconta le opportunità dei corsi ITS per il settore delle costruzioni

  Lavoro

Alla scuola edile di Verona-Centro paritetico per la formazione, la sicurezza e i servizi al lavoro (Esev-Cpt), in occasione della presentazione del corso ITS Infrastructure Manager di ITS Red Academy che prenderà il via a settembre, abbiamo incontrato per TuttoITS Massimiliano Finotti, titolare dell’omonimo gruppo che fa parte del pool di aziende promotrici del corso.

Parlando di lavoro e aziende, come abbiamo già ripetuto più volte qui su TuttoITS, la prima necessità in Italia è quella della formazione qualificata e del reperimento delle figure professionali. Il settore edile è uno di quelli in cui la carenza di personale si sta facendo più sentire. Massimiliano Finotti ci ha offerto una prospettiva diversa ai problemi del settore.

Come dovrebbe essere a suo parere la formazione nel settore delle costruzioni?

“Il corso Infrastructure Manager è una grande opportunità sia per le aziende sia per i futuri studenti. Bisognerà capire se verrà colta. Per quanto riguarda il settore edile, le aziende devono essere l’officina dei talenti: soggetti attivi nella formazione cui dedicare tempo e soldi, a prescindere dal fatto che il lavoratore poi vada o meno nella stessa azienda.

Come aziende, abbiamo la responsabilità di metterci in gioco, di insegnare e spiegare ai ragazzi quali contenuti servono alle imprese. E questo soprattutto oggi, quando il settore delle costruzioni è in rapidissimo cambiamento. Se persino noi in azienda fatichiamo ad avere le attrezzature aggiornate, è impensabile che la scuola le possa avere. Per questo sono convinto che se tutti aprissero le porte delle imprese, si creerebbero delle officine diffuse. Il nostro gruppo porta avanti questa filosofia da anni, con un ritorno concreto sia di immagine sia di interesse da parte dei potenziali lavoratori”.

Quali figure professionali mancano di più nella filiera delle costruzioni?

“Il personale manca in tutta la filiera. In particolare siamo scoperti nel settore digitale-informatico. C’è grande necessità di figure con esperienza nel digitale e nell’edilizia, che dialoghino tra la produzione operativa e progettazione. Inoltre mancano muratori, escavatoristi, autisti, asfaltisti, idraulici stradali e tecnici per infrastrutture”.

Cos’altro si dovrebbe fare per la carenza di personale qualificato del settore?

“A mio parere bisognerebbe lavorare sull’immagine del mondo dell’edilizia nel nostro Paese. Non è un’attività sporca, ma nobile e ad alta professionalità. Per questo motivo deve cambiare la mentalità delle persone: in fondo basta pensare a come è cambiata la professione del cuoco, oggi considerata molto più nobile rispetto ad anni fa. Ecco, così dovrebbe trasformarsi il settore delle costruzioni”.

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Daniela Zambonini
Collaboratore
Giornalista |Docente Laurea triennale Comunicazione IUSVE
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