Unire i puntini

5 buoni motivi per iscriversi agli ITS dopo le superiori

Dall'alto tasso di occupabilità fino alla breve durata del percorso formativo e alla possibilità di fare tirocinio all'estero, tutti i vantaggi offerti dai corsi post-diploma professionalizzanti

Soluzioni, alternative all’università, per ottenere una formazione pratica e finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro. Stiamo parlando dei corsi ITS, un ponte tra scuola e impiego per approfondire conoscenze teoriche, applicative e di laboratorio, coinvolgendo le aziende. Abbiamo già raccontato qui su TuttoITS quali sono le possibili strade da seguire dopo il diploma: qui sotto, invece, abbiamo raccolto nello specifico 5 motivi (più uno) per optare proprio per gli Istituti Tecnici Superiori.

1. Le materie che si studiano

Un primo motivo per iscriversi a questi percorsi professionalizzanti sono anzitutto le materie trattate, che spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, dalle tecnologie per i beni e le attività culturali fino alle tecnologie informatiche e della comunicazione e al supporto delle filiere del made in Italy. Ambiti oggi più che mai strategici e ricercati.

“L’epoca in cui viviamo caratterizzata da una serie di paradigmi come la rapidità dell’evoluzione tecnologica, la globalizzazione, la sostenibilità socio-economica dei modelli, la rivoluzione green”, racconta a TuttoITS Giulio Genti, direttore generale della Fondazione ITS ICT della regione Piemonte, che sottolinea: “A nuove sfide, devono corrispondere modelli educativi e d’istruzione in grado di preparare le nuove generazioni, dotandole di nuovi saperi che possano garantire, perlomeno, lo stesso benessere e la stessa soddisfazione che hanno vissuto le generazioni precedenti”.

2. La durata di soli 2 anni

Secondo motivo, la durata. Questi percorsi formativi si svolgono nell’arco di 2 anni, decisamente meno del tempo richiesto invece agli studenti universitari per ottenere un diploma di laurea triennale o quinquennale.

3. A contatto diretto con il mondo del lavoro

Una terza ragione per iscriversi è che la formazione ITS permette di vivere un’esperienza di studio pratica grazie a tirocini formativi obbligatori (al momento) per il 30% del monte ore complessivo. L’esperienza in azienda, anche all’estero se lo si desidera, può avvenire in regime di apprendistato, che garantisce una maggiore integrazione tra il mondo della formazione e quella del lavoro. Permettendo agli studenti di perfezionare le competenze professionali richieste dal mercato ed essere più competitivi.

4. Docenti dal mondo delle imprese

Quarto motivo. La formazione degli studenti è seguita da un team di insegnanti che per la maggior parte proviene dal mondo dell’imprenditoria e aziendale, ed è pronto a condividere la propria esperienza e motivare i corsisti a rendere concreti i loro progetti.

5. Un titolo di studio riconosciuto

E ancora, questo è il quinto motivo, le scuole professionalizzanti permettono agli studenti di ottenere, a conclusione del percorso, il Diploma di Tecnico Superiore e la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche. Il titolo è corredato dall’Europass diploma supplement, che rende i neodiplomati competitivi anche negli altri Paesi europei.

“L’offerta formativa ITS”, precisa Genti, “non prevede solo l’acquisizione di competenze tecniche, che rimangono comunque un focus importante, ma anche tutte quelle abilità che richiede una professione, dal project management alla lingua inglese, alla compliance alle normative, fino alle soft skill, oggi centrali nel mondo del lavoro e nella vita in società, utili per leggere la contemporaneità e operare in ottica di long life learning”.

5+1. Occupazione alle stelle

Infine, il motivo che possiamo chiamare bonus. Grazie allo stretto legame tra fondazioni che erogano i corsi ITS e aziende del territorio, le scuole post-diploma di specializzazione hanno un alto tasso occupabilità, che raggiunge oltre il 90% per alcune aree, entro un anno dalla fine del percorso formativo. Un diplomato ITS è infatti più richiesto dalle imprese, e ha maggiore probabilità di trovare un impiego vicino alla sua formazione e ai suoi interessi.

“La vera sfida degli ITS”, conclude Genti, “è traghettare il paese nel futuro, aumentando il livello di istruzione dei giovani, sostenendo la competitività delle imprese e trasferendo le innovazioni tecnologiche, la piena occupazione è quindi il naturale effetto di tutto questo”.

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Riccardo Liguori
Collaboratore
Giornalista professionista. Determinato, riflessivo e curioso, tra i temi che ho più a cuore l'ambiente e la filosofia hanno (quasi) sempre la precedenza.
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