Studiare in Italia

Negli ITS non ci sono studenti stranieri

Che cosa rende difficile l'accesso a un ITS italiano da parte di uno studente straniero? Ce lo siamo chiesti, e abbiamo provato a dare qualche risposta

Studete straniero ITS

Per l’anno corsistico in partenza, le prove di selezione per accedere ai corsi degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS) volgono quasi al termine. Ormai è possibile leggere per molti Istituti gli elenchi dei ragazzi che hanno superato la prova di accesso, e quello che risalta è la scarsa presenza di stranieri.

I corsi ITS fanno parte della formazione superiore, a cui si accede dopo il diploma di maturità. Sono corsi biennali a numero chiuso, capaci di assicurare una preparazione teorica e pratica e di formare figure professionali particolarmente cercate dal mondo delle imprese. Sicuramente un’opportunità interessante anche per gli studenti stranieri, dato che il diploma che si ottiene al termine del percorso di studi è valido in tutti gli stati europei.

Di certo, il fatto che le prove siano in lingua italiana potrebbe costituire una difficoltà in più per chi proviene dall’estero. Per realizzare un’analisi più approfondita dei motivi di questo fenomeno, purtroppo, non possiamo fare altro che affidarci a una serie di supposizioni: non è stato possibile trovare un ITS disponibile ad affrontare il discorso concedendoci un’intervista, e questo è forse di per sé indice della complessità e della delicatezza dell’argomento.

Gli ITS, questi sconosciuti

La scarsa affluenza di studenti stranieri presso gli ITS italiani potrebbe essere legata al fatto che i percorsi di formazione ITS italiani sono poco noti all’estero. È difficile identificare gli istituti che nei diversi stati garantiscono un V livello EQF. Infatti, in Italia il diploma ITS è riconosciuto in Europa come un livello V del quadro europeo delle qualifiche (EQF). Ma non è detto che in altri paesi europei o extra-europei il percorso sia esattamente sovrapponibile a quello degli ITS, ossia se è possibile ottenere lo stesso livello di qualifiche seguendo corsi diversi. Ciò che accomuna i percorsi di formazione di V livello, invece, sono le competenze che si ottengono al termine degli anni di studio.

Tra gli studenti internazionali sono inclusi i richiedenti visto, cioè coloro che vogliono soggiornare in Italia solo per il periodo limitato e per un motivo di studio o di lavoro. Ci sono quelli che necessitano di un permesso di soggiorno, che consente agli stranieri e agli apolidi presenti sul territorio dello Stato di soggiornare in Italia. Infine, ci sono anche cittadini italiani che abbiano ottenuto un titolo di studio all’estero, oltre agli studenti in mobilità. Provenendo da altri sistemi scolastici, può essere complicato identificare un percorso ITS e comprenderne gli obiettivi e le finalità.

L’iscrizione ai corsi ITS

L’iscrizione ai corsi ITS può costituire un’ulteriore difficoltà per chi proviene da uno stato estero. Le modalità di iscrizione sono regolate a livello nazionale. Il Miur definisce, infatti, le modalità di accesso a tutti i corsi di istruzione superiore, che includono le lauree e i dottorati di ricerca presso gli atenei italiani, i percorsi artistici, musicali e coreutici e gli Istituti Tecnologici Superiori. Tuttavia, la domanda di accesso va rivolta direttamente all’ITS prescelto perché gli ITS verranno inclusi nella procedura telematica UniversItaly solo a partire dall’anno scolastico 2023-2024.

Per iscriversi, gli studenti devono fornire una serie di titoli e documenti, spesso da tradurre in italiano e da certificare. Tra questi, il titolo finale in originale degli studi secondari conseguito con almeno 12 anni di scolarità, che in alternativa può essere sostituito da attestazione rilasciata dal centro ENIC-NARIC italiano (CIMEA), da attestazioni di enti ufficiali esteri o da eventuale Dichiarazione di valore. Poi il certificato attestante il superamento della prova di idoneità accademica eventualmente prevista per l’accesso alle medesime istituzioni nel Paese di provenienza, e infine l’eventuale altra documentazione richiesta dall’Istituto ITS.

A complicare l’iter della domanda, ci sono regole regionali che comunque vanno prese in considerazione a fianco della normativa nazionale. In definitiva, l’accettazione di uno studente straniero in un corso ITS dipende dallo stesso Istituto Tecnologico Superiore. E solo dopo avvenuta accettazione da parte dell’ITS, lo studente è tenuto a richiedere il visto di ingresso per motivi di studio per poter frequentare il suo percorso di formazione. Nel caso in cui occorra superare una prova di accesso presso l’ITS italiano per poter essere ammessi alla formazione, è previsto un visto temporaneo che permette di sostenere l’esame di selezione.

Forse bisognerà aspettare il prossimo anno, e magari qualche effetto concreto della riforma, per vedere uno snellimento della procedura di accesso degli studenti stranieri. Ma per ora sembra emergere la mancanza di un coordinamento nazionale, che lascia agli istituti la responsabilità di scegliere se accogliere studenti stranieri.

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Giulia Annovi
Collaboratrice
Giornalista freelance, con la passione per il datajournalism. Mi occupo di scienza, innovazione, tecnologie digitali e educazione.
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