Innovazione regione per regione

3 innovazioni dagli ITS della Lombardia

Idee e progetti che si concretizzano in soluzioni innovative: è questa l’opportunità unica per giovani e aziende che fanno parte del mondo degli Istituti Tecnici Superiori. Ecco alcuni esempi dalla Lombardia

Alcune sono state premiate, altre sono entrate a tutti gli effetti nell’industria e nella produzione, altre ancora rimangono nel mondo delle idee ma con ottime potenzialità di sviluppo in futuro. Il filo conduttore: originalità, diversità negli ambiti di applicazione e attinenza al territorio. Sono tecnologie inedite e innovazioni nate dalla collaborazione fra studenti degli ITS e aziende partner degli Istituti. Oggi ne scopriamo alcune nate in Lombardia: abbiamo raccolto qui 3 innovazioni nate grazie agli ITS, alcune potenzialmente rivoluzionarie e altre semplicemente curiose, che meritano di essere conosciute e che potrebbero trovare applicazione nelle aziende, nelle nostre case o nelle nostre città.

My Doctor for Tonj

Gli studenti dell’ITS Lombardia Meccatronica di Sesto San Giovanni (MI) hanno sviluppato un software per gestire i dati clinici dei pazienti e tracciare il percorso terapeutico nell’ospedale della missione di Tonj in Sudan del Sud. Tonjproject è un’associazione nata nel 2008 per sostenere l’attività della missione salesiana nella contea di Tonj, in Sud Sudan, per decenni vessata dalla guerra. Qui è stato costruito un ospedale, il “John Lee Memorial Hospital” con due sale operatorie, due sale parto, un laboratorio analisi e una casa che accoglie una quindicina di volontari. L’associazione, grazie alla collaborazione fra Italia e Sudan, è responsabile della gestione e dell’organizzazione dell’ospedale, della sua manutenzione e della formazione del personale locale. L’idea di aiutare questa realtà è stata sviluppata dagli studenti in collaborazione con i direttori dell’ospedale di Tonj e grazie al supporto della società Ogham System sofware service. Si tratta di un programma gestionale semplice e facilmente implementabile su tutti i device presenti nell’ospedale. È anche dotato di una funzionalità di telemedicina che permette il collegamento da remoto per analizzare i dati clinici della farmacia e dell’ospedale. È possibile anche trasmettere esami e parametri vitali (come, per esempio, un elettrocardiogramma) per un consulto da parte del personale medico in Italia. Il sistema, prima di essere installato nell’ospedale di Tonj, sarà testato in un laboratorio nel nostro paese.

Sesto sensore

Tutte le carrozzine elettriche sono dotate di retromarcia, ma nessuna ha un sistema che aiuti nella gestione dello spazio di manovra. Sesto sensore è un sistema di sensoristica utilizzabile con tutti i tipi di carrozzine elettriche e posizionabile in diversi punti per una gestione consapevole dello spazio circostante. Consente di controllare la retromarcia, in particolare, e l’idea di base è quella di sfruttare tecnologie già esistenti e a basso costo e adattarle alle esigenze delle persone con disabilità imitando i sensori di retromarcia delle automobili. I sensori sono controllati da un dispositivo centrale, e avvertono in caso di presenza di un ostacolo mediante un rumore (un allarme), una luce, o entrambi. Il prototipo realizzato dall’ITS Energia, Ambiente ed Edilizia Sostenibile di Vimercate (MB), è stato inviato alla cooperativa Sim-Patia – una residenza per adulti con disabilità motorie gravi o gravissime – per il collaudo in condizioni reali.

L’olio si fa sapone (4.0)

Fra i rifiuti più inquinanti e più difficili da gestire c’è l’olio esausto. Parliamo dei grassi e degli oli di frittura, prodotti nelle case, nei ristoranti e anche nei sistemi industriali che processano alimenti, spesso smaltiti in modo scorretto. Si tratta di un rifiuto altamente inquinante che, se disperso in fognatura, causa serie difficoltà tecniche al trattamento dei reflui. Raccolto separatamente e riciclato può, invece, essere utilizzato per la produzione di biodiesel, asfalti o lubrificanti e sapone.

Difficile immaginare come un olio esausto possa diventare un mezzo per l’igiene, eppure questo esercizio è riuscito perfettamente nel progetto Sapone 4.0, che oltre a cercare di risolvere il problema del riciclo dell’olio ha anche pensato a come aumentare l’adesione delle persone. Perché in Italia, oggi, si recupera appena il 13% delle 280.000 tonnellate di olio di frittura prodotte.

Sono ben tre gli ITS che hanno partecipato a questo progetto: Fondazione Green – ITS Green insieme a ITS Angelo Rizzoli e a ITS Lombardia Meccatronica. Ne è uscita un’applicazione pratica del concetto di economia circolare, che mira a chiudere il ciclo di vita di un prodotto reinventandolo e donandogli nuova vita, evitando al contempo lo sfruttamento di ulteriori materie prime. I tre istituti hanno lavorato per studiare e realizzare un processo di saponificazione a partire dall’olio esausto – digitalizzandolo – e analizzare algoritmi di analisi dell’efficacia e dei parametri di economia circolare e di efficienza energetica.

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Valentina Guglielmo
Collaboratrice
Astrofisica e giornalista pubblicista, scrivo soprattutto di scienza. Lavoro per la testata online dell'istituto nazionale di astrofisica e collaboro come freelance con diverse testate. Oltre all'astrofisica, mi piace molto scrivere di salute e ambiente.
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