Innovazione regione per regione

3 tecnologie e innovazioni dagli ITS della Liguria

Idee e progetti che si concretizzano in soluzioni innovative: è questa l’opportunità unica per giovani e aziende che fanno parte del mondo degli Istituti Tecnici Superiori. Ecco alcuni esempi dalla Liguria

Alcune sono state premiate, altre sono entrate a tutti gli effetti nell’industria e nella produzione, altre ancora rimangono nel mondo delle idee ma con ottime potenzialità di sviluppo in futuro. Il filo conduttore: originalità, diversità negli ambiti di applicazione e attinenza al territorio. Sono tecnologie inedite e innovazioni nate dalla collaborazione fra studenti degli ITS e aziende partner degli Istituti. Oggi ne scopriamo alcune nate in Liguria: abbiamo raccolto qui 3 innovazioni nate grazie agli ITS, alcune potenzialmente rivoluzionarie e altre semplicemente curiose, che meritano di essere conosciute e che potrebbero trovare applicazione nelle aziende, nelle nostre case o nelle nostre città.

Ultrasuonando

Un progetto nato lo scorso anno, in piena pandemia, quando il suo punto di forza era proprio la sua attualità e la sua immediata utilità. Ultrasuonando è un impianto automatico ed efficiente per la produzione di mascherine con un approccio flessibile. Il prototipo sviluppato dagli studenti dell’ITS La Spezia in collaborazione con Marinarsen La Spezia e Arsenale Militare Marittimo La Spezia, fa uso di sensori IoT, stampa 3D e saldatura a ultrasuoni per fabbricare le mascherine. Si tratta di un sistema di dimensioni ridotte e, pertanto, facilmente utilizzabile in ambienti ristretti e facilmente trasportabile (nel bagagliaio di un’automobile, per esempio). Anche il prodotto finale, la mascherina, possiede caratteristiche funzionali e innovative: innanzitutto, è lavabile, ha una forma innovativa, non irrita e non appanna gli occhiali; inoltre, gli elastici sono molto più resistenti di quelli delle comuni mascherine perché si rompono difficilmente e la rendono anche confortevole da indossare.

Bracciale Emergency stop

Avrete certamente presente gli orologi che usano gli sportivi per monitorare la propria performance durante l’attività fisica, i battiti, le distanze percorse e anche i periodi di riposo. L’evoluzione di questo, proposta dagli studenti di ITS La Spezia è un bracciale che monitora i parametri vitali (da un punto di vista medico stavolta) e si collega a un’App che funge da sistema di controllo e, se necessario, di allarme.

L’idea iniziale alla base del Bracciale emergency stop era quella di sviluppare uno strumento da utilizzare durante le ore di lavoro in aziende e che fungesse da interfaccia fra l’utente e il macchinario, per evitare o diminuire la gravità di un infortunio. In seguito, il progetto è stato ampliato in modo da rendere possibile monitoraggio, controllo e gestione dei parametri vitali per una persona che potrebbe essere coinvolta in un contagio Covid. Il device è flessibile e può essere indossato al polso, al torace o alla caviglia. Gli studenti coinvolti, dicevamo, hanno immaginato due scenari di utilizzo del dispositivo, uno aziendale – che permetta di visualizzare a schermo eventuali anomalie nei parametri dell’operatore di riferimento – e uno personale – che permetta di visualizzare i propri dati nell’App -. In ogni caso sarà possibile inviare richieste di soccorso al 118 o inviare direttamente i dati all’Asl per il monitoraggio delle proprie condizioni, in caso di contagio da Covid. Il progetto ha ricevuto la menzione speciale “design thinking” nel concorso ITS Day 2021, ed è stato sviluppato in collaborazione con Confindustria La Spezia e Locale Sistema di Emergenza-Urgenza extra ospedaliero 118.

Navigare in sicurezza

È un “gioco serio” quello sviluppato dagli studenti dell’ITS Accademia Italiana della Marina Mercantile. Lo scopo: simulare tutte le condizioni di navigazione per individuare quelle più importanti o rischiose dal punto di vista della sicurezza e intervenire con formazioni ad hoc e addestramenti specifici per il personale.

Il punto di partenza è la lista delle attività operative svolte dal personale di bordo, realizzata con l’ausilio di interviste guidate ai comandanti e agli operativi di bordo. Fra tutte, la procedura di ammaino della lancia di salvataggio è stata selezionata come la più idonea per essere studiata in dettaglio. Definita la procedura, gli studenti sono passati alla realizzazione dei test sullo strumento virtuale (il gioco) per la valutazione dell’efficacia della formazione. Il progetto è stato svolto in collaborazione con l’azienda Cetena Spa.

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Valentina Guglielmo
Collaboratrice
Dottorata in astrofisica e con un master in giornalismo scientifico, collaboro con alcune testate scrivendo soprattutto di astrofisica e scienze spaziali, salute e ambiente.
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