Editoriale

Gli ITS e le iscrizioni riaperte

Sempre più spesso per gli ITS è difficile avviare i corsi in partenza per mancanza di iscritti. Proviamo a immaginare le cause

Studente rimasto da solo

Novembre e dicembre rappresentano i mesi scelti da numerosi ITS per cominciare i corsi del biennio 2022-2024. Purtroppo questo obiettivo non è sempre realizzabile. Infatti, numerosi corsi ITS non raggiungono il numero minimo di iscrizioni per poter essere avviati.

Accade così che sui siti web dei vari istituti compare un avviso che mette in evidenza la riapertura del bando di iscrizione a uno o più corsi, con relativa possibilità di partecipare alle prove di selezione. Certo, questo rinvio dell’inizio potrebbe essere letto come un’opportunità per iscriversi, se per caso qualcuno aveva dimenticato di farlo entro i limiti stabiliti dai bandi. Ma è altrettanto vero che la mancanza di iscrizioni riflette qualcosa che poteva funzionare meglio durante il processo di reclutamento.

Vale dunque la pena fare una riflessione e tentare di individuare le possibili cause del fenomeno.

Le cause della riapertura delle iscrizioni

La scarsa adesione ad alcuni corsi potrebbe essere legata al fatto che molti studenti ancora non conoscono la realtà degli ITS. Ciò potrebbe essere collegato a una scarsa capacità degli istituti nel pubblicizzare la propria offerta formativa o in una debole azione di orientamento nei confronti degli studenti delle superiori. In molti ancora non conoscono la realtà degli ITS, le potenzialità di questo percorso formativo e i successi.

A ciò si aggiunge un pregiudizio nei confronti degli Istituti Tecnologici Superiori, spesso considerati in modo indebito il “cugino povero” delle università. Potrebbe servire un maggior sostegno da parte dell’Istruzione nei confronti di questo percorso formativo.

Un altro ostacolo potrebbe essere legato all‘eccessiva territorialità richiesta da alcuni fondi che sostengono la formazione ITS. Con questa affermazione, ci riferiamo a quei corsi che ammettono solo studenti residenti sul territorio in cui l’ITS è collocato, a causa delle regole imposte dai fondi che sostengono i corsi stessi, mentre invece, quando si parla di istruzione superiore passa sulla bocca di tutti solo il percorso universitario.

Viceversa, in altri casi l’eccessiva ridondanza di alcuni corsi porta a disperdere gli studenti nei territori. Può accadere, infatti, che ITS vicini a livello territoriale – ma collocati in due regioni differenti – offrano percorsi simili. Altrettanto dispersivi potrebbero essere i corsi, più o meno simili, riproposti anno dopo anno. Alternare le proposte potrebbe contribuire a raccogliere più persone interessate?

Un altro motivo potrebbe essere ricercato nella necessità di accompagnare i più giovani nel cercare le proprie motivazioni e aspirazioni. Sono passaggi importanti e difficili nella vita e non è detto che una persona sia capace di orientarsi da sola e fare scelte mature.

Un altro deterrente all’iscrizione potrebbe essere il timore di selezioni di ingresso troppo complicate da superare. Pensiamo sopratutto alle persone che hanno lavorato per un po’ di anni e che vedono negli ITS una seconda possibilità. Per loro può essere difficile studiare materie che nel frattempo hanno subito un processo di innovazione.

Infatti, gli Istituti Tecnologici sono un’opportunità anche per chi ha perso il lavoro. Ma sono davvero così accessibili? Talvolta ci sono regole che precludono la possibilità di trovare un lavoro mentre si studia presso un ITS. Altre volte, invece, gli ITS propongono agevolazioni per chi vuole aggiornare le proprie competenze dandosi un’altra possibilità lavorativa.

Possibili soluzioni

Benché gli ITS compiano dieci anni, li possiamo ancora considerare realtà giovani per i giovani. Forse si tratta di continuare a sperimentare soluzioni alternative, proposte nuove, tecniche diverse per coinvolgere i più giovani. Un altro aspetto su cui puntare è il coinvolgimento che i giovani possono avere tra i loro pari.

Di certo, è importante riflettere sul fenomeno delle iscrizioni reiterate nel tempo – perché raccontano qualcosa -. E se avete spiegazioni diverse rispetto a quelle che abbiamo cercato, scrivete alla redazione o lasciate un commento sui nostri canali social. Saremo felici di rendere più completo questo pezzo.

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Giulia Annovi
Collaboratrice
Giornalista freelance, con la passione per il datajournalism. Mi occupo di scienza, innovazione, tecnologie digitali e educazione.
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