Attualità

Cosa sta succedendo con gli ITS nascenti a Roma?

Tutti i nuovi ITS che stanno sorgendo nella Capitale e perché c'è tanto fermento

ITS ICT

Il Lazio volge la sua attenzione al settore dell’Information and Communication Technologies, meglio noto come ICT. Nel corso di quest’anno, tre ITS impegnati nel settore hanno annunciato la propria apertura. Il primo è lITS Academy Lazio Digital, che già propone l’iscrizione a un corso per il biennio 2022-2024. La regione Lazio è tra i fondatori del secondo ITS dedicato alle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione: l’ITS Maria Gaetana Agnesi – Tech & Innovation Academy, di cui avevamo già parlato qui. Per quest’ultimo ITS la regione promette l’inaugurazione entro la fine dell’anno.

È invece cronaca recente la fondazione dell’ITS – Information and Communications Technology Academy, la cui prima pietra è stata posata il 16 maggio scorso. L’obiettivo è chiudere le iscrizioni entro settembre per poi dare avvio ai corsi di lì a poco. Andiamo a considerare quale offerta formativa si apre nella regione Lazio, benché ne avessimo già parlato in generale nella rubrica “regione per regione“. Inoltre, analizziamo le differenze tra le tre nuove proposte formative. Infine, cerchiamo di comprendere perché il Lazio punta sull’ICT, inaugurando tre istituti dedicati a tale area tecnologica quasi in contemporanea.

L’offerta formativa del Lazio

Con l’apertura di questi tre nuovi istituti, il Lazio amplia la propria offerta formativa raggiungendo un totale di 11 ITS. Offrono corsi della stessa area tecnologica anche l‘ITS Servizi alle imprese e la Fondazione ITS Roberto Rossellini. Mentre il primo ITS è tutto dedicato alla digitalizzazione dei servizi alle imprese, l’ITS Rossellini si concentra sulla formazione di figure professionali che si inseriscano in imprese e organizzazioni per la produzione cinematografica, televisiva, dei nuovi media, e in servizi di comunicazione, marketing, advertising e di carattere informativo. Tuttavia con l’apertura dei tre nuovi istituti il settore diventa molto più tecnico, dedicato allo sviluppo software e alla formazione di Data Analyst e Digital Transformation Specialist.

Le nuove proposte formative a confronto

La strategia della regione Lazio sembra indicare che sul territorio vi sia la necessità di figure tecnico-informatiche e multimediali. Infatti, l’ITS Information and Communications Technology Academy offre corsi di cybersecurity, cloud computing e big data. Al contempo però propone corsi per filmmaker, videomaker e riprese con i droni. A sostenere tale percorso partecipano 15 aziende, 2 scuole, 3 comuni e due enti di formazione (Accademia Informatica e AKT), con il patrocinio della Regione Lazio.

L’ITS Academy Lazio Digital propone un corso per diventare Tecnico superiore per i metodi e le tecnologie per lo sviluppo di sistemi software. Dunque è un ITS che punta agli aspetti più tecnici dello sviluppo di software. Contribuiscono alla formazione dei giovani che sceglieranno tale percorso aziende importanti del settore, quali Exprivia Spa, DGS spa, Laser Romae-innovation company, Links Management and Technology Spa.

Infine, l’ITS Maria Gaeta Agnesi formerà esperti in analisi dei dati con un particolare occhio di attenzione nel favorire la formazione delle donne. L’obiettivo è quello di ridurre il disequilibrio nella formazione delle donne nel settore ICT e così promuovere l’equità di genere nell’accesso alle professioni. Dietro all’ITS Maria Gaeta Agnesi c’è sempre il sostegno della regione Lazio.

Tra i partner spiccano TIM and Group companies (Noovle, Olivetti, Sparkle, Telsy), Cinecittà S.p.A., Engineering, NTT DATA, BIP, Randstad Italia, Adecco Italia, WeSchool, Eustema, Modis Consulting, Simbiosity, Accademia Italiana Videogiochi.

Perché il Lazio punta sull’ICT?

Secondo l’ultimo report Assintel, pubblicato alla fine del 2021, il mercato dell’Information & Communications Technology chiude il 2021 con una spesa in crescita del 4,1% rispetto al 2020. Le previsioni per il 2022 suggeriscono una continua crescita che porterà a superare i 35 miliardi di euro di spesa, per poi arrivare a 36,4 miliardi di euro nel 2023, con una crescita media annua del +3,3%. Tutto questo indica la volontà di investire in nuovi progetti.

Il PNRR con i suoi finanziamenti a favore della digitalizzazione non farà altro che incentivare tale tendenza. Al contempo, l’obiettivo europeo ci invita a diffondere la digitalizzazione delle PMI per il 90% entro il 2030. Oggi l’Italia si colloca al 60,3% secondo i dati ISTAT. Se guardiamo alle tecnologie più innovative, solo il 6% delle imprese italiane si affida all’Intelligenza Artificiale. Utilizza dispositivi IoT il 32,3% delle imprese.

Dal punto di vista occupazionale, secondo le “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine” di Unioncamere e Anpal, emerge l’esigenza di nuove figure nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni. Il fabbisogno complessivo stimato andrà dalle 122mila alle 137mila unità. Dunque sono due le spinte principali che hanno portato il Lazio a scommettere sull’ICT: le possibilità di occupazione e la necessità di innovazione e digitalizzazione del nostro paese.

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Giulia Annovi
Collaboratrice
Giornalista freelance, con la passione per il datajournalism. Mi occupo di scienza, innovazione, tecnologie digitali e educazione.
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