L'ambita classifica degli ITS

I criteri secondo cui viene stilata la graduatoria nazionale Indire degli ITS

Ogni anno l’istituto nazionale di ricerca Indire stila la graduatoria dei migliori tra Fondazioni e corsi ITS: ecco quali parametri contano di più per un buon posizionamento in classifica ed essere premiati

di Daniela Zambonini e Gianluca Dotti

Ogni anno Indire (l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) stila una graduatoria di merito dei corsi e delle Fondazioni ITS. Ogni anno i risultati di questa classifica fanno notizia, anche perché i più meritevoli ricevono cospicui premi in termini di finanziamenti. L’edizione 2022 della graduatoria, per esempio, è stata pubblicata il 29 aprile scorso, si riferisce al biennio 2018-2020 e monitora tutti i diplomati a un anno dalla conclusione del percorso di studi: lo abbiamo raccontato qui.

In questo articolo andiamo invece alla scoperta dei dettagli su come viene costruita la graduatoria nazionale di Indire relativa ai corsi ITS, stilata a cadenza annuale, per capire quali sono i parametri più importanti da tenere in considerazione per arrivare a meritare le posizioni più alte della classifica.

Tra i principali parametri per ottenere la premialità c’è ovviamente il tasso di occupazione, calcolato a un anno dal termine del corso e in un settore coerente al diploma. Ma scopriamo più da vicino quali sono i criteri di selezione.

La classificazione: premiati, eccellenti, sufficienti, problematici e critici

Per essere premiati, i percorsi di studio devono anzitutto ottenere un punteggio di almeno 70 punti in una scala che va da 0 a 100, detta di efficacia del percorso, e inoltre devono soddisfare due requisiti: avere un numero di diplomati uguale o superiore a 17 e avere un numero di diplomati occupati pari o superiore a 17.

Sono invece considerati eccellenti, ma non premiabili, i percorsi che ottengono un punteggio di efficiacia del percorso tra 70 e 100 ma non soddisfano almeno uno degli altri criteri. Sono poi definiti sufficienti i percorsi che hanno un punteggio tra 60 e 70, problematici quelli che ottengono un punteggio tra 50 e 60, e critici se il punteggio di efficacia del percorso è tra 0 e 50.

Ricapitolando:

  • Premiato: punteggio maggiore di 70, con diplomati e diplomati occupati (a un anno) superiori a 17
  • Eccellente: punteggio maggiore di 70, ma con meno di 17 diplomati o diplomati occupati (a un anno)
  • Sufficiente: punteggio tra 60 e 70
  • Problematico: punteggio tra 50 e 60
  • Critico: punteggio inferiore a 50

Come si calcola l’efficacia del percorso (da 0 a 100)

Il calcolo dell’efficacia del percorso è il frutto di un algoritmo che tiene conto di una serie di parametri, a ciascuno dei quali viene attribuito uno specifico peso. Per chi volesse approfondire, qui si trovano tutti i dettagli, che riportiamo di seguito in sintesi.

A contribuire al parametro di efficacia contribuiscono 5 componenti, ciascuna con un proprio peso: attrattività (25% del totale), occupabilità (40%), professionalizzazione (15%), partecipazione attiva (10%) e reti interregionali (10%). Ciascuna di queste componenti è poi determinata da una serie di sottoparametri.

Attrattività (25% del peso totale)

  • Tasso di selezione (ammessi all’ITS in rapporto agli iscritti al test di selezione): 10%
  • Numero assoluto degli iscritti al test di selezione: 10%
  • Percentuale di non ammessi anche se idonei: 20%
  • Successo formativo (il numero di diplomati rispetto agli ammessi): 20%
  • Numero assoluto di diplomati: 40%

Occupabilità (40% del peso totale)

  • Percentuale di occupati a un anno dal diploma: 50%
  • Numero assoluto di occupati a un anno dal diploma: 50%

(L’occupazione a livello individuale è a sua volta definita come la quantità di lavoro che viene svolta rispetto a un impiego fisso e a tempo pieno.)

Professionalizzazione (15% del peso totale)

  • Percentuale di ore di tirocinio rispetto alle ore complessive del corso: 60%
  • Numero di studenti in rapporto al numero di imprese coinvolte nei tirocini: 40%

Partecipazione attiva (10% del peso totale)

  • Percentuale di ore di formazione svolte da docenti provenienti da aziende: 35%
  • Percentuale di ore di formazione svolte da docenti provenienti dall’università: 25%
  • Percentuale di docenti provenienti da aziende: 15%
  • Percentuale di docenti provenienti dall’università: 10%
  • Percentuale di ore di lavoratorio rispetto alle ore complessive del corso: 15%

Reti interregionali (10% del peso totale)

  • Percentuale di studenti che hanno svolto attività all’estero o in altre regioni: 35%
  • Percentuale di ore complessive di tirocinio svolte all’estero o in altre regioni: 35%
  • Percentuale di docenti che lavorano abitualmente all’estero o in altre regioni: 10%
  • Percentuale di ore complessive di docenza da parte di docenti provenienti da aziende e che lavorano abitualmente all’estero o in altre regioni: 10%
  • Percentuale di ore complessive di docenza da parte di docenti provenienti da università e che lavorano abitualmente all’estero o in altre regioni: 10%

Un breve commento

Anche se il calcolo è certamente complesso e con un gran numero di parametri, vale però la pena di sottolineare che alcuni fattori sono particolarmente determinanti: la percentuale di occupati a un anno dal diploma incide da sola per il 20% del valore finale, e un altro 20% dipende dal numero assoluto degli occupati a un anno dal diploma. Il che, aggiunto al 10% che è il numero assoluto di diplomati, al 9% che è la percentuale di ore di tirocinio rispetto alle ore complessive del corso e al 6% che è il numero di studenti in rapporto al numero di imprese coinvolte nei tirocini, indica che questi soli 5 parametri influiscono per il 65% sul risultato finale. Il resto dei parametri, insomma, ha una rilevanza decisamente più marginale.

In cosa consistono i premi

La premialità, ossia l’essere inclusi nella lista degli ITS premiati, permette di ottenere in automatico un ulteriore finanziamento, oltre a quello previsto abitualmente dal Miur e dalla Regione di appartenenza. Con la valutazione Indire, infatti, il Miur prevede di riservare ai soli premiati il 30% delle risorse nazionali destinate agli ITS. Cifre che possono davvero fare la differenza e che giustificano la grande attenzione dedicata dal mondo ITS a questa specifica graduatoria.

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