La riforma c'è

In ritardo i decreti attuativi sulla riforma ITS: è (quasi) tutto nella norma

I ritardi sui decreti attuativi rientrano in un certo senso nella "normalità" e dipendono da diversi fattori. Vediamo quali sono

La riforma sugli Istituti Tecnologici Superiori è stata approvata dal Parlamento il 12 luglio 2022, eppure non è ancora pienamente operativa. Questo perché mancano all’appello numerosi decreti attuativi, atti normativi secondari che dovranno essere emanati – in questo caso – dal Ministero dell’istruzione e del merito (Mim). Il secondo tempo delle leggi (ve ne avevamo già parlato) è un aspetto che non va sottovalutato. Allo stesso tempo però il mancato via libera a diversi decreti attuativi rientra (quasi) nella “normalità”.

In un’interrogazione presentata al Senato l’ex ministra per gli Affari regionali e le autonomie nel Governo Draghi Mariastella Gelmini ha chiesto al Mim maggiori dettagli sui tempi di attuazione della riforma. In particolare la senatrice di Azione-Italia viva ha evidenziato come sia “decorso il termine per l’emanazione di alcuni decreti attuativi, per i quali la scadenza era il mese di ottobre 2022“, cioè i provvedimenti ministeriali che riguardano le aree di riferimento, le linee guida dello schema di Statuto e le tabelle nazionali di corrispondenza

E in merito alle linee guida dello schema di Statuto ci è arrivata anche la segnalazione di un lettore. “L’art. 4, comma 3 della legge 15 luglio 2022, n. 99 prevede che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della stessa legge, con decreto, il ministro dell’Istruzione detta le linee guida per le modifiche dello statuto dell’ITS Academy“, si legge nella mail arrivata a redazione@tuttoits.it

Spesso, però, i tempi di adozione dei decreti attuativi, indicati nei provvedimenti che hanno bisogno di questi atti secondari, non vengono rispettati o subiscono dei rallentamenti significativi. Ciò anche a causa degli arretrati che vengono ereditati da ogni Esecutivo. 

Tuttavia possono influire diversi fattori sui ritardi di questi mesi. Innanzitutto un ruolo potrebbe essere stato giocato dal cambio di Governo, che ha richiesto ai vari ministeri alcune settimane di assestamento per tornare pienamente operativi, dopo la campagna elettorale estiva e il voto dello scorso settembre. 

Inoltre poche settimane fa il Parlamento ha approvato la legge di Bilancio 2023, un provvedimento che richiede numerosi decreti attuativi a molti dicasteri. Come evidenzia Openpolis si tratta di un “atto che storicamente richiede una grande quantità di attuazioni. Quella dello scorso anno, per esempio, ne aveva richiesti 150. Mentre nell’anno ancora precedente erano stati 134“. Secondo l’associazione “è lecito quindi attendersi che il numero di attuazioni mancanti subisca una brusca impennata“.  

I ritardi sull’attuazione della riforma sugli ITS rientrano quindi in un certo senso nella normalità, anche se è auspicabile che i decreti attuativi mancanti vengano adottati il prima possibile.

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Riccardo Pieroni
Collaboratore
Giornalista freelance. Mi occupo soprattutto di politica, economia e criminalità organizzata. Ho co-fondato il portale L'Eclettico. Lavoro per l'agenzia di stampa parlamentare Public Policy.
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