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Come sfruttare al meglio i primi 90 giorni di un nuovo lavoro

Nei primi tre mesi ci si mette alla prova, ma quali sono le mosse per incidere e dare il giusto segnale all’azienda? Ecco cinque buoni consigli

  Lavoro

In collaborazione con: inJob

“Roma non è stata costruita in un giorno” e neppure una carriera di successo. Ma fare bene in un lasso di tempo né piccolo né breve, come i primi tre mesi, è cruciale per convincere chi ci ha dato un’opportunità e per ambire quindi allo step successivo. Il tema però non riguarda solo i dipendenti ma anche le aziende.

Come sottolinea infatti l’esperto Matt Spielman, queste ultime si impegnano molto per trovare le persone giuste ma non sempre portano a termine il lavoro e trascurano un passaggio cruciale, quello dell’onboarding, che viene non a caso definita “la parte più trascurata della human resource chain”. Le organizzazioni dovrebbero prestare più attenzione a questo aspetto, in quanto “i primi 90 giorni di un dipendente determineranno in gran parte le sue prestazioni, la longevità e il contributo all’azienda”. Ambo le parti devono concorrere a un processo congiunto che nel migliore dei casi mitiga i rischi e massimizza il successo.

Una certezza però c’è: gli obiettivi che l’azienda fissa su quell’arco di tempo non vanno raggiunti tutti nei primi giorni. Tuttavia, alcune prassi sono essenziali, per il dipendente, per farsi spazio con successo nel canonico periodo dei primi tre mesi. Quali sono? Ecco un recap essenziale articolato in cinque punti.

1. Confrontarsi con superiori e colleghi

Conoscere le dinamiche del nuovo ambiente professionale è fondamentale e una buona preparazione su cultura, mission, struttura organizzativa del gruppo in cui si entra comincia già nella fase di colloquio. Tuttavia, nei primi 90 giorni è fondamentale estendere il patrimonio di informazioni per capire come apportare valore e quindi chiedere al proprio responsabile, e a tutti gli altri professionisti direttamente coinvolti, quali sono le sfide che l’organizzazione affronta in quel momento e come incidere per accelerare la crescita (di entrate, clienti, prodotti, servizi). Ovviamente, con il proprio referente, è possibile anche concordare gli obiettivi su orizzonti medi e chiarire gli aspetti su cui concentrare i vostri sforzi.

2. Ricercare i feedback

Anche sul posto di lavoro contano più che i fatti che le parole. Tuttavia, soprattutto per chi non ha molta esperienza pregressa, è del tutto lecito fare domande e chiedere ai superiori cosa pensano del lavoro svolto fino a quel punto. In modo da poter eventualmente cambiare rotta e fare meglio. Occhio, ovviamente, anche ai feedback silenziosi: in genere una critica viene vocalizzata, ma non sempre una buona prestazione viene esaltata.

3. Creare le sinergie

Socializzare è fondamentale per integrarsi e capire sempre meglio il contesto e gli obiettivi. Ma nei primi 90 giorni è anche fondamentale far capire ai colleghi che si sa lavorare in team, in quanto gli obiettivi si raggiungono più facilmente quando si ha consapevolezza di essere parte di una squadra che rema verso lo stesso traguardo. Queste dinamiche vanno alimentate sempre, attraverso un approccio costruttivo e collaborativo che va oltre la singola deadline. Naturalmente, anche occasioni lontane dall’ufficio possono tornare utili.

4. Non sottovalutare il tempo

Novanta giorni sono molti o pochi? Dipende dai punti di vista, ma il tempo scorre veloce, questa è una certezza. Bisogna quindi capire quando fare quello step in più che può fare la differenza. Nell’arco dei tre mesi, oltre a svolgere i propri compiti e a guardarsi attorno e ascoltare, come da prassi, bisogna anche fare uno scatto in avanti chiedendo magari di collaborare a qualche progetto extra o anticipando le deadline per fare spazio e dedicarsi subito alla prossima mansione. Sta al dipendente trovare il giusto equilibrio ma il calendario e l’orologio possono servire come promemoria.

5. Avere uno sguardo di insieme

I primi tre mesi di un lavoro servono all’azienda per valutare il professionista ma anche il dipendente ha margini importanti per comprendere il suo ruolo, il suo apporto, punti di forza e debolezza, ulteriori competenze da maturare per performare al meglio. Nel caso l’esperienza non continuasse, sono tante le info e i feedback da sfruttare per mettersi subito in cerca del prossimo impiego e della prossima azienda.

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