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“Cercasi talento”, la seconda parte del viaggio nel mondo degli ITS italiani

Un viaggio in sei puntate alla scoperta degli Istituti Tecnici Superiori: ecco cosa c'è nelle ultime tre e dove trovarle

Continua l’esplorazione del pianeta ITS. Le ultime tre puntate della serie tv Cercasi Talento, trasmessa su Rai Storia e tutt’ora disponibile online, hanno continuato il percorso intrapreso per conoscere il sistema degli Istituti Tecnici Superiori. Gli ITS sono dedicati a giovani e adulti che vogliono specializzarsi e trovare un posto nelle aziende all’avanguardia del nostro Paese, grazie a scuole che dialogano con le imprese.

Il focus, in questo articolo, è sulle ultime tre delle sei realtà raccontate nella serie tv trasmessa su Rai Storia. Per leggere la recensione delle prime tre, si trova tutto qui.

L’ITS Biomedicale di Mirandola

Approdiamo così all’ITS di Mirandola. Un istituto tecnico superiore “dalla posizione strategica – si legge sull’Indicatore Mirandolese (pdf) –, che garantisce un dialogo continuo con le 100 aziende del distretto e un’attenzione alle loro esigenze: per questo l’87,5% degli allievi trova occupazione a un anno dal conseguimento del diploma ministeriale di V livello EQF. Sul medio periodo la percentuale degli occupati sale al 95%”.

Il distretto biomedicale di Mirandola nasce nel 1965 su iniziativa di Mario Veronesi, imprenditore locale, che fondò la prima azienda del nostro settore. “Negli anni ’70-’80-’90 diverse multinazionali hanno investito nel nostro distretto. In questo momento abbiamo 6 multinazionali che operano sul nostro territorio. Da tanti anni, e per primo dal dottor Veronesi, è stata auspicata la nascita di una scuola post-diploma per specializzare i tecnici nel nostro settore. Dopo il terremoto del 2012 è stato possibile creare il primo biennio ITS nel 2014, insieme al Tecno Polo, laboratorio di ricerca. Lo immaginiamo come un campus del biomedicale nella nostra area”, ha raccontato Giuliana Gavioli, presidente della Fondazione ITS Mirandola.

“Nel settore biomedicale – continua Gavioli – lavorano attualmente circa tra le 5mila e le 6mila persone. Il nostro distretto produce circa un fatturato di 1 miliardo di euro l’anno. Il nostro ITS post-diploma, che ora dispone di due corsi, è fortemente legato al nostro distretto e alle attività qui svolte”.

Due i corsi erogati:

  1. Gestione e sviluppo della produzione di medical device: mira a preparare tecnici per la produzione, operare nello sviluppo, verificare e validare i prodotti;
  2. Innovazione e industria 4.0 della produzione di medical device: è dedicato all’industria 4.0 e quindi all’industrializzazione e digitalizzazione che accompagna questo processo.

“Di questo ITS sono venuta a conoscenza a scuola. Mi è stato raccontato che qui si impara facendo. Personalmente è una filosofia che amo. Per questo ho deciso di lanciarmi in questa impresa”, ha raccontato la 20enne Arianna Vallese.

“Durante la pandemia il nostro settore ha lavorato tantissimo su prodotti già disponibili che possono essere utilizzati in terapia intensiva su pazienti Covid. Questo perché associamo ai trattamenti di dialisi i trattamenti di rimozione della CO2 dal paziente. Il tecnopolo, il laboratorio di ricerca, ha sviluppato metodi di ricerca e di test veloci sulle mascherine, al fine di registrarle presso il ministero della Salute italiana”, ha spiegato Gavioli.

L’ITS Energia del Piemonte

Dalla provincia di Modena ci spostiamo a Torino, per raccontare l’ITS Energia Piemonte. Attualmente, eroga quattro corsi:

  1. Energy manager;
  2. Energy plant manager;
  3. Building manager;
  4. Home manager.

Tra gli studenti c’è il giovane pinerolese Federico che, appena 22enne, sta seguendo il secondo anno del corso Building manager – Tecnico superiore per il risparmio energetico nell’edilizia sostenibile – per diventare un riqualificatore energetico.

Lui, come gli altri ragazzi dell’ITS, hanno la possibilità di godere di un partner di tutto rispetto, l’Environment Park. “È diventato nel tempo, per la sua vicinanza al centro città, un’area critica per Torino e caratterizzata da una serie di criticità prima di tutto ambientali e sociali. Il parco tecnologico è stata la scusa per l’avvio di una trasformazione che ha visto una forte connotazione green. La sua mission è costituire un punto di riferimento nell’ecosistema dell’innovazione territoriale. L’Environment Park lavora con la fondazione ITS Torino fin dal suo principio. La collaborazione permette di fornire competenze per didattica, docenza e supporto laboratoriale ai percorsi formativi, mettendo a disposizione le nostre infrastrutture e garantendo un rapporto aggiornato con le aziende”, ha spiegato il direttore dell’EnviPark Torino, Davide Damosso.

“Nei laboratori dell’Envi Park abbiamo scoperto la possibile composizione di un impianto di produzione di acqua calda, tramite l’utilizzo di un pannello fotovoltaico collegato a una pompa di calore”, ha sottolineato lo studente Federico.

L’ITS Turismo di Roma

Dal capoluogo sabaudo ci spostiamo nel Lazio, per conoscere l’ITS Turismo di Roma e il mondo dell’ospitalità 4.0. Approfondiremo le nuove strategie di marketing di turismo, del food&beverage e del benessere.

“Frequento il corso di food&beverage management dell’ITS Turismo Alta Formazione di Roma – racconta il 27enne Daniele Maso -. Un percorso di cui sono entusiasta, che mi ha aperto molte porte, dandomi la possibilità di collaborare con dei professionisti del settore. Qui, insieme ai docenti Cutini e Marchetti, abbiamo sviluppato una web app che consente di avere un menù digitale con il quale il ristoratore commerciale potrà evitare intermediazioni con il cliente. Questo strumento propone un menù digitale particolare dedicato alla ristorazione chetogenica. L’idea è quella di conciliare cibo, salute e benessere”.

“Sono solito iniziare le mie lezioni con una slide, che propone questa frase: ‘conoscere per capire. Capire per scegliere’. L’obiettivo è proprio quello di far capire che i ragazzi, quando escono, conoscono il panorama delle strutture ricettive e del turismo”, spiega Carlo Casseri, ex capo villaggio Valtour, direttore d’albergo e docente ITS di economia e gestione delle strutture turistiche.

Dal punto di vista sociologico, il cibo è passato dall’essere una necessità al diventare un atto sociale, ha raccontato Stefano Carboni, a capo di un’agenzia di comunicazione e docente ITS Turismo Roma. “Il cibo è la ricerca del piacere, non solo fine all’atto del nutrirsi, ma come un atto culturale. L’Italia, dal punto di vista enogastronomico, è oggi la meta più ambita al mondo”.

“Voi vi trovate nel posto giusto al mondo giusto – ha spiegato Carboni ai suoi studenti –, perché l’enogastronomia sarà uno degli asset economici sui quali si baserà il nostro Paese”.

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Riccardo Liguori
Collaboratore
Giornalista professionista. Determinato, riflessivo e curioso, tra i temi che ho più a cuore l'ambiente e la filosofia hanno (quasi) sempre la precedenza.
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